La storia di Ponza: un tuffo nel passato dell’isola

Ponza è la maggiore delle isole Ponziane il cui arcipelago comprende Gavi, Zannone, Palmarola, Ventotene e Santo Stefano. È situata nel Mar Tirreno, dinanzi al Golfo di Gaeta e a sud di San Felice Circeo.

 

L’isola di Ponzio Pilato

Secondo la leggenda, Ponza prende il nome da Ponzio Pilato, il leggendario governatore della Giudea. In realtà, questa splendida isola veniva chiamata Pontia ancora prima che Pilato diventasse famoso e potente, fu Pilato a prendere il nome di Ponzio dopo aver sedato una rivolta sull’isola. Nel VIII secolo a.C. fu colonizzata dai Greci ma solo nel 312 a.C., con la colonizzazione romana, Ponza divenne luogo di confino e in seguito di villeggiatura.

 

La storia di Ponza: il legame con l’abbazia di Santa Maria

Nel medioevo, Ponza fu un importante centro religioso e commerciale grazie all’instancabile opera dei monaci benedettini che fondarono l’abbazia di Santa Maria. Razziata dai pirati saraceni, Ponza torna a splendere solo nel 1202, quando Papa Innocenzo III affida l’abbazia ai monaci cistercensi. La cacciata definitiva dei monaci avviene nel 1454 a opera degli Aragonesi. Nel 1542 Carlo V, Re di Spagna e Imperatore, concesse in feudo l’isola a Pier Luigi Farnese. Ponza resterà di proprietà di questa famiglia fino al 1734, quando Elisabetta Farnese, madre di Carlo III di Spagna Re di Napoli, cedette l’intero arcipelago delle Ponziane al Regno di Napoli. Il Re iniziò un’intensa opera di colonizzazione con l’arrivo di 52 famiglie ischitane, da cui discende l’attuale popolazione dell’isola.

 

Il periodo di massimo splendore

In questo periodo furono realizzate intense opere di ammodernamento: sotto la guida di Antonio Winspeare, Ufficiale del Genio, furono costruiti il Porto, il cimitero, la fortezza, il palazzo degli Uffici dove oggi si trova il Comune e la chiesa. Dopo una breve occupazione inglese nel 1813, Ponza ritorna ai Borbone. Con la spedizione di Carlo Pisacane nel 1857 e poi la successiva Unità, finisce il dominio borbonico e l’isola entra a far parte del Regno d’Italia. Durante il regime fascista, Ponza fu isola di confino per Giorgio Amendola, Lelio Basso, Pietro Nenni, Umberto Terracini e altri.

 

Ponza ai giorni nostri

Oggi l’isola di Ponza vive soprattutto di turismo, pesca e commercio ed è una delle mete estive più richieste d’Italia. Relax, sano divertimento e buona cucina caratterizzano quest’isola in cui si può trascorrere una vacanza all’insegna della bellezza naturalistica che si declina in paesaggi marini, collinari e montani.

 

Fonte immagine: Pixabay.com

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