Una visita diversa dal solito al carcere di Ventotene

Carcere di Ventotene

Il carcere di Ventotene si trova sull’isola di Santo Stefano, a poca distanza da Ventotene e rappresenta una tappa interessante per chi desidera esplorare non solo le bellezze naturalistiche delle isole Pontine ma anche immergersi nella sua storia.

 

Il carcere

La struttura ha una forma molto particolare, chiamata “panopticon”. Rappresenta il risultato di una progettazione in sintonia con quello che doveva essere l’obiettivo finale del luogo e con le necessità pratiche.

La forma del carcere, progettato da Winspeare, segue le regole enunciate dal filosofo Jeremy Bentham: la costruzione, realizzata nel 1795, è a forma circolare. Le celle sono disposte una accanto all’altra lungo la circonferenza e affacciano tutte sul lato interno: questa struttura aveva come obiettivo allentare la pressione del controllo da parte delle guardie carcerarie, le quali sarebbero state posizionate al centro. In questo modo si poteva avere una visione chiara nello stesso momento di più detenuti senza però esercitare un controllo pervasivo che veniva considerato poco utile per la “rieducazione”.

 

La visita

Per visitare il carcere borbonico di Ventotene bisogna arrivare all’isola di Santo Stefano. All’ingresso del carcere è posizionata una targa di pietra con incisione a ricordare che Sandro Pertini, antifascista, fu incarcerato qui.

Le particolarità del luogo:

  • Uno spazio circolare dove si celebrava la messa e si assisteva alle punizioni dei detenuti.
  • Le celle erano in totale 99 divise in tre piani.
  • Lo spazio per ogni cella era di circa 16 metri quadrati in cui potevano essere rinchiusi anche otto o nove persone.

Non vi resta che organizzare il viaggio per Ventotene.

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